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Russia 1917 - I cent’anni che hanno cambiato il mondo

“Un abisso di purezza e di forza”: così Pasternak descrisse la poesia di Marina Cvetaeva

La seconda serata, in programma martedì 14 novembre alle ore 21 presso l’Unipol Auditorium di Via Stalingrado, e sempre ad ingresso gratuito, vedrà  protagonista la grande poetessa russa Marina Cvetaeva.

La voce di Marina Cvetaeva è una delle testimonianze più toccanti della crudeltà del regime sovietico, poiché ne subì tutte le tragiche conseguenze, dalla povertà all’esilio. Figlia di un professore universitario e di una pianista, ella crebbe in un ambiente agiato e ricco di stimoli culturali. Allo scoppio della Rivoluzione, il marito Sergej Efron si arruolò nella Guardia Bianca, fedele allo zar, sparendo dopo qualche mese. Iniziò per la poetessa un lungo calvario di solitudine, umiliazione, lutti, esilio e profonda indigenza, che la condurrà al suicidio. 

Ai versi di Cvetaeva, letti e interpretati da Luigi Lo Cascio, verrà accostato il suono del pianoforte: un ricordo ambivalente tra l’amore e il conflitto. 

Brillanti, ma a tratti sognanti, virtuosistici, ma al contempo ricchi di melodie piene e cantabili, gli Études-Tableaux op. 39 di Sergej Rachmaninov condensano tutto il credo pianistico del loro compositore. 

Le musiche saranno eseguite dall’artista Alexander Romanovsky.